La partecipazione degli Anarchici alla Resistenza è stata in queste zone, particolarmente significativa, potendo contare su di una base fortemente popolare e su una discreta organizzazione politico-militare. Numerose sono state le Brigate Anarchiche impegnate in azioni militari di contrasto agli invasori tedeschi. Il Fronte di guerra determinato dalla Linea Gotica fece in modo che la Resistenza si organizzasse al meglio per poter affrontare un conflitto che si prolungò per gli ultimi due anni di guerra, quelli che per la nostra gente si rivelarono i più drammatici. Fu quella un’organizzazione forte, ma soprattutto animata dal fare il bene del paese all’indomani della fine della guerra.
E così è stato perché il primo significativo esempio fu la ricostruzione del ponte di via Elisa che sovrasta Corso Rosselli. Entrato in funzione nel 1876, questo era il ponte della Ferrovia Marmifera Carrara FMC e i tedeschi durante la loro ritirata lo fecero saltare in aria nel 44 minandone le arcate. Era tuttavia un collegamento essenziale e necessario in quanto garantiva il passaggio della Ferrovia Marmifera e rappresentava l’unico mezzo di trasporto dei blocchi di marmo di allora alla stazione ferroviaria di San Martino. La sua ricostruzione merita oggi di essere ricordata come esempio di forza di volontà e di ripartenza dalla distruzione della guerra.
Il ponte fu ricostruito dagli Anarchici carraresi e dalla Camera del Lavoro di Carrara e ancora oggi rappresenta un ponte di speranza e di volontà di proseguire sempre in direzione di un mondo migliore. Nell’Italia di allora cosi come a Carrara, uscita distrutta dalla Seconda guerra mondiale, vi era questa precisa volontà di ricominciare garantendo per prima cosa il lavoro e la ripresa di ogni attività al monte e al piano e la ricostruzione di questo ponte avrebbe garantito la ripresa di tutta l’economia carrarese.
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